momenti di splendida solitudine

szandri shangri-la

Parliamo dei cortili interni ai grandi palazzi del centro, corti segrete in cui il chiasso è bandito e nelle giornate caliginose regna una morbida, umida quiete.

L’aria calda si insinua tra le fronde, le albicocche maturano al sole, una piccola cornacchia impara a volare sotto lo sguardo vigile della madre. Scendo le scale fresche e silenziose, ampi spazi bianchi ed improvvisamente, dietro ad ogni angolo, una cornice ricolma di cielo e di terra e di ombra. Qualcuno legge, assorto su un terrazzo ombroso, non sa dei miei occhi che frugano lo spazio al di là del vetro.

Odore di anni di pranzi passati e di legno cotto dal sole. Sedie laccate di bianco scrostate dal tempo, un tavolino impolverato che sorregge una pianta. Un’inaspettata Shangri la.

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