dell’inganno dei ricordi

Per vari motivi ultimamente mi è capitato di rivangare ricordi.

Ricordi di scelte passate, di incroci e strade, ricordi di persone, di domande lasciate ingiallire dal tempo, senza risposta. Il pericolo, quando si comincia a sfogliare l’album dei ricordi, è di dimenticare che il tempo smussa gli angoli.

lluminato da una luce soffusa, i contorni evanescenti che sfumano, il ricordo ci sorride con una morbidezza ingannevole che dobbiamo solo al tempo che scorre, il tempo che leviga come acqua corrente la superficie delle cose, restituendocele lucide e lisce, prive di grumi.

E così può capitare di cedere per un attimo all’opacità della memoria e di chiedersi “e se?”, dimenticando per un attimo che quella domanda ce la siamo fatta già tante volte prima di scegliere una strada, di chiudere una porta, di lasciar andare una presa.

Per un attimo: mettere in discussione il proprio mondo, fare il giro dell’universo e poi tornare indietro. In sè, qui. Sulla pelle i lividi, nel cuore i segni, nella mente i perchè.

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