Spocchia prefestiva (e pure scurrile).

A quanto pare Natale è alle porte. In effetti, siamo arrivati (affannati) al 23 Dicembre. Sono seduta in ufficio, sola. Sono l’unica ad aver terminato le ferie già un mese fa. In realtà comincio a pensare che queste siano le giornate migliori per lavorare.

Mi faccio un caffè nel silenzio surreale del corridoio deserto. Fuori c’è un tempo che definire “di merda” sarebbe riduttivo. Da un paio di giorni la nebbia è così fitta da farmi dubitare di trovarmi davvero sulla costa, per non parlare della temperatura ottobrina. Gli uccellini cinguettano impazziti, addirittura sono fiorite le rose in giardino. Non si capisce più un cazzo.Tossisco come se avessi fumato dieci pacchetti di sigarette, e io non fumo. Ad ogni colpo di tosse ringrazio sentitamente l’escursione termica, unica responsabile della mia voce da trans. Meno male che oggi non chiamerà nessuno.

Sì perchè è il 23 Dicembre, mi dico. Sono tutti impegnati a prendersi a pugni nei negozi per acquistare all’ultimo momento i regali di Natale. Ieri ho dovuto mio malgrado infilarmi da Mediaworld per 5 minuti – cinque! – e sono uscita isterica e depressa. Ma veramente c’è ancora gente che compra roba così fottutamente inutile solo perchè “deve”? Addirittura una pubblicità fuori dal negozio recitava “regala felicità”, dove felicità stava ovviamente per il cofanetto pubblicizzato.

Ma vafanchiulo.

Devo fare la spocchia? Va bene, lo faccio. Non compro più regali da anni, a meno che veramente non ci sia un buon motivo per farlo. Se proprio devo fare un regalo, preferisco realizzarlo io, almeno avrà un qualche significato che non si limiti alla cifra che ho sborsato. E no, non mi sento né particolarmente figa, né superiore, né tantomento intelligente. Anzi, ad essere sincera mi sento piuttosto sfigata perchè non riesco a godermi anche io le lucine, i glitter, la tecnologia, i comfort frivoli del mondo odierno. A volte penso che vorrei essere nata 60 anni fa, oppure anima semplice, libera dalla sensazione di essere bloccata in un sistema assurdo e perverso.

Mentre ero in fila alla cassa, ieri mattina, mi sono ritrovata a fissare in modalità slow motion persone che si trascinavano appresso cover per cellulari, macchinette del caffè di ultima generazione, giochi per playstation, cellulari ipertecnologici e pad di ogni genere. Mentre tornavo a casa, imprecando per la nebbia, fuori dal parco Ikea ho visto gente parcheggiare sui marciapiedi perchè non c’era più posto. Che qualità della vita, gente! Criceti impazziti in un meccanismo infernale.

E allora ecco, mi sono detta, la prova inequivocabile delle aspirazioni suicide della razza umana la trovate presso i centri commerciali nell’ultima domenica prima di Natale. La trovate nel progresso illusorio, nella tecnologia usa e getta, negli ottocento metri in automobile, nelle polveri sottili alle stelle, nei prezzi insostenibili, nelle priorità falsate. Per esempio nelle cover glitterate per cellulari! GLITTERATE, cazzo!

Penso che non voglio sapere quante delle persone che ieri parcheggiavano sul marciapiede fuori dall’Ikea o si spintonavano da Mediaworld poi protestano per la crisi, per l’inquinamento dell’aria, per l’invasione dei prodotti cinesi a basso costo, per la morìa delle nostre imprese, per l’incuria sul territorio.

Sono fastidiosa, fastidiosissima. Altro che spirito natalizio. Meno male che oggi lavoro.

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4 thoughts on “Spocchia prefestiva (e pure scurrile).

  1. Bellissime, verissime e realissime riflessioni!!!!!!! Complimenti per il tuo bellissimo blog in cui ho avuto la fortuna di imbattermi per PURO CASO….un click quasi per sbaglio!!…e sono proprio contenta: mi piace il tuo stile realistico e dissacratorio nei confronti di una realtà che ha del grottesco, realistico ma non banale… Brava!!!

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