Breakfast with a view.

Era Luglio, anni fa. Ricordo che facemmo colazione insieme, tardi. Ci sedemmo fuori al fresco, sul piccolo balcone davanti al quale si spalancava un ampio fiordo blu. Io avevo ancora i capelli bagnati, una tazza di tè tra le mani. I capelli corti mi sfioravano il collo, il cuore era dilatato dalle emozioni. Ricordo ancora che cosa indossavo, il colore di quella bustina di tè ed il sole giallo che vi risplendeva sopra. Ginseng. Ricordo che guardammo una nave andarsene, in silenzio.

Non ricordo di aver pensato a qualcosa in particolare. Probabilmente avevo la mente sgombra, ero semplicemente felice. Di quella felicità che ti ubriaca come ti ubriaca una vodka a stomaco vuoto, di mattina. Completamente. E poi stai malissimo.

Mi accompagnò in stazione. A distanza di anni ancor oggi quando vedo una coppia salutarsi in stazione mi domando che cosa videro quel giorno gli altri passeggeri dell’autobus dal finestrino, prima che io salissi. Forse un arrivederci pieno di promesse. Mi staccai all’ultimo minuto e salii. Dal finestrino lo vidi alzare la mano per salutarmi, sorridente. Scattai una foto.

Non ci siamo mai più rivisti, se non tra le righe di qualche messaggio dimenticato qua e là nell’etere e nelle piatte foto concesse al pubblico virtuale. Eppure ancora adesso ogni tanto, anche se è tutto passato e non fa più male, anche se so quanta sofferenza mi costarono quei pochi momenti, anche se la mia vita è altrove.. beh – anche se – ogni tanto alla radio passa una canzone e io mi ritrovo di nuovo lì, a fissare incredula quell’attimo perfetto, prima della deriva.

Stop, rewind, replay. Erase. Fino alla prossima canzone.

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13 thoughts on “Breakfast with a view.

  1. Accipicchia, fa effetto come se fosse capitato a me. Mi dispiace, davvero. Sembrava bello. Non c’è niente di più struggente di certe storie che sei obbligata a vivere solo al condizionale.

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  2. La tua emozione e felicità di quel momento arriva così forte già solo attraverso un blog… Dev’essere stato davvero un momento perfetto, di quelli per cui vale la pena vivere. Nonostante poi si scopra che li hai divisi con uno stronzo! 😉

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  3. Bellissimo, struggente ma bello soprattutto perché scritto in maniera partecipe ma staccata, col senno di poi. Una foto limpida, oggettiva, senza emozioni ancora forti che sfocano i colori. Forse sono questi i ricordi migliori! Serena

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  4. Aeh!Mi hai fatto ricordare lo spigolo di un altro addio, così simile a questo per odori e suggestioni. Forse in fondo gli addii, col senno di poi, acquistano tutti lo stesso odore acre.

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