‘Na capa tanta.

Mi faccio male, dandomi un sonoro colpo in testa, e il primo pensiero che mi coglie è: “Oddeo, e se rimango scema?”.

ouch - szandri

La testa è delicata, gente. Se poi si è dotati di materia grigia con tendenza alla pippa mentale, un colpo come si deve sulla capa può dare effetti collaterali devastanti, tra i quali quelli manifestati dalla sottoscritta: pippa mentale spinta (IO, singhiozzando: “Ma non è che adesso rimarrò un po’ rinco?” – LUI: “Beh, non che prima..“), tendenza alle molestie (“Mi lasci qui soola? Ma dove vai? Ma non capisci che ho un TRAUMA CRANICO! Non voglio stare sola! Mi porti in braccio? Mi fai un massaggino? Dai..ti pregoooo! Prendiamo una pizza?“) e pare ipocondriache formato Cinemax (IO: “Mi sono chinata per togliere lo smalto e mi è presa nausea! Che dici vado in pronto soccorso?” – LUI: “Ottima idea chinarsi con cinque punti in testa ad inspiarare il profumo inebriante dell’acetone!” oppure IO: “Che cos’è quella cosa gialla vicino alla ferita?  Non è che mi sta marcendo la testa!” – LUI: “No, è che non puoi lavarti i capelli da cinque giorni, testona!“).

Poi mi sono rotta di stare a casa a fissare il soffitto, così ieri dopo aver

– pulito anche l’angolo più recondito dei nostri pochi metri quadri

– passato troppo tempo su Facebook

– congelato l’account Facebook a causa dell’overdose di informazioni inerenti alla vita altrui

ho deciso che era ora di rientrare al lavoro, e l’ho fatto con la mise di una mondina nelle piantagioni di riso, munita di fascia nera aderente a copertura della cicatrice (nonchè dell’evidente stempiatura derivatane), occhiali neri, pantaloni neri. Una scelta che mi ha fatto ben presto dubitare della mia “che-fu”-intelligenza. Una fascia nera stretta in testa con trenta gradi all’ombra non è esattamente comoda, sappiatelo. Non immaginavo che una testa potesse sudare così tanto! Non mi resta che sperare che le ultime particelle intelligenti  non siano evaporate, insomma!

———————

Intanto qui fuori le rondini stridono, si sente una radio suonare in lontananza una canzone italiana di tanti, tanti anni fa.  Galleggio, l’aria è ancora fresca stamattina. Gli amici fanno battute sceme e io rido, rido di gusto. Buona giornata.

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4 thoughts on “‘Na capa tanta.

  1. Uh! Innanzi tutto spero che la botta stia passando 🙂
    Mi hai fatta sorridere perché anche a me capitò di rompermi la testa qualche anno fa. Ai tempi ero single e impietosii un paio di amici per alternarsi al mio capezzale le prime notti. Loro pensavano che, come dire, fosse solo una scusa…mentre in realtà io ero terrorizzatissima di poter restare sola e sentirmi male.
    E pure io, quando rientrai al lavoro, pensai bene di passare inosservata entrando con foulard da diva anni ’50 e occhiali da sole in un open-space in cui il più elegante (compresa me) al massimo indossava una camicia al posto delle magliette sui pantaloni da operaio. Ovviamente sarei stata meno visibile se mi fossi messa una tuta fluorescente… 😀

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    • Esatto! 😀 La botta sta passando, grazie. Ancora adesso però, a distanza di una settimana, giro con questa bellissima fascia nera e tutti si voltano per strada. Chissà perchè.. ci sono solo 30 gradi! Buona giornata 🙂

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