Riflessi danzanti.

Cammino per strada, guardo la mia ombra che si interrompe sotto il sole scostante, tra i passi. L’ora di pranzo è avvolta in un caldo silenzio. Ogni tanto, come un miraggio, si sente il rombo di un motorino di passaggio.

Inspiro ed abbraccio in un unico sguardo tutto ciò che mi circonda. Il mare alla mia destra, l’asfalto che scotta sotto le suole sottili, le paillettes della maglia che danzano in mille riflessi sul muro di fronte, la pasticceria sulla sinistra. La sorpasso veloce ed ecco che l’aria si riempie di un profumo intenso di cacao; mi sembra quasi di avvertire il movimento della torta che si gonfia nel forno, il calore denso e saturo della cucina dietro al bancone.

Monto sullo scooter, avvio il motore e un secondo prima di partire scorgo con la coda dell’occhio dei turisti che pranzano al caffè sull’angolo. Sento il tintinnìo argentato delle posate, il vociare ovattato ed indistinto. Un passerotto zampetta tra i tavoli. Il mare si increspa.

E’ come se tutto il rumore attorno a me fosse svanito, come se fosse rimasto solo l’essenziale: il dettaglio scontato, senza il quale non so stare.

Scivolo via sulla strada semideserta, il volto scoperto, l’aria in faccia.

[Non trovo le parole, ma questa quiete in fondo al cuore non la voglio più lasciare.]

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8 thoughts on “Riflessi danzanti.

  1. E’ un dono prezioso saper cogliere l’essenziale. A volte, nel trambusto, lo si perde per strada.
    Che bello questo video, e che bella la nostra Trieste! 😉

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