Scatole di ricordi.

Ciao nonna,

ieri ho parlato di te. Era davvero solo un minuscolo granello della tua storia personale, ma è bastato perché oggi mi venisse voglia di recuperare quei libroni ricolmi di fotografie in bianco e nero che ti immortalano bambina, in estati assolate passate a tuffarsi dal porticciolo davanti a casa.

Oggi di quel porticciolo non è rimasto nulla, e nemmeno della cisterna in cui ti rifugiavi durante i bombardamenti. Un parcheggio di cemento bianco ha ricoperto tutto, cancellando l’ultimo ricordo tangibile di quella storia. Tra l’altro quel parcheggio porta ancora il tuo nome; è sulla bocca di tante persone, ogni giorno, ma nessuno sa perché si chiama così. Un suono vuoto che nasconde una storia. Ma se non sai che nasconde qualcosa, che senso ha?

Un po’ di tempo fa sono passata di là e mi sono fermata a guardare il mare. Ti ho pensata tanto perché erano giorni di grandi cambiamenti e avrei voluto che ci fossi anche tu, e invece te ne sai andata già da molto tempo. Chissà se il paesaggio è cambiato tanto, da quando zampettavi sul molo in estate, negli anni Venti. Penso a che cosa vedevi e la mente mi restituisce un’immagine in bianco e nero, luminosa come il sole sugli scogli. Curioso come la mente rielabori le immagini. Tu sicuramente ne avresti una diversa.

I miei ricordi di bambina invece hanno quell’aura caratteristica delle fotografie anni Ottanta, un miscuglio di colori vivaci e capelli arruffati, con una vaga tendenza ad ingiallire, ammorbidendo i contorni. Si sovrappongono spesso alle immagini veloci di oggi, e anche ieri sera, quando ho alzato gli occhi verso le tue finestre, per un attimo il ricordo si è fatto leggermente sfocato. Tra l’altro sul tuo balcone ci sono ancora le tue piante, come se otto anni fossero passati immobili, indifferenti.

A volte mi immagino di salire le scale fino al secondo piano ed entrare in casa. Ti immagino in cucina, come sempre. Quasi avverto il profumo delle zucchine fritte. Le adoro ancora! Ma non sono mai buone come le tue. Sento il legno dei parchetti schricchiolare sotto i piedi, nel buio dell’ingresso. Apro la porta del bagno sulla destra e sul pavimento si proietta un rettangolo di luce gialla, come le piastrelle lucide e fresche ai bordi della vasca. Dietro alla porta vedo ancora il tuo armadietto con tutti quei batuffoli di cotone colorati, e i piccoli flaconcini di crema, e quel deodorante che a volte ancora annuso di soppiatto in drogheria perché mi ricorda te. Il lungo corridoio si perde nella luce del salone. Ricordo le tende, la carta da parati, l’odore del tabacco e il luccichio del tavolo da pranzo, il suono del pianoforte e quello del traffico sulle rive, che arrivava come un mormorio lontano, attutito dalle finestre e dalle spesse imposte verdi. Vedo la cucina, bianca e fresca, con il grande lavello accanto alla finestra che guarda sul cortile, le pentole rosse ed il ronzio del frigo in sottofondo.

Vedo tutto questo e molto altro, e mi domando come sarebbe realmente mettere piede in quella casa oggi, totalmente vuota com’è, insospettabile contenitore di ricordi lontani, eppur vividissimi.

Vorrei solo che sapessi che mi manchi, nonna, e che ogni volta che mi vieni in mente mi riprometto di vivere più intensamente.

Advertisements

2 thoughts on “Scatole di ricordi.

  1. Quando scrivi così a me vien l’occhietto lucido: sarà che anch’io ho perso mia nonna nel 2007 e i ricordi tornano quasi quotidianamente a farmi salire un po’ di magone, o sarà perché ultimamente penso spesso alle case, quella in cui ho vissuto per 25 anni a due passi da quella in cui viveva lei, e mi viene in mente quando svoltato l’angolo dopo essere scesa dall’autobus per tornare a casa guardavo in alto sapendo che l’avrei trovata sul terrazzo a sbracciarsi per salutarmi. Chi altri te le regala emozioni così!

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s