Ero anche più giovane di adesso.

Qualche giorno fa ho realmente creduto di morire. Poi invece mi hanno detto che no, che non stavo morendo, che era un attacco di panico. Ed io – che in fondo ho sempre pensato che la storia degli attacchi di panico fosse un’esagerazione – ho realizzato per l’ennesima volta che giudico con troppa superficialità.

Ad ogni modo, questo crollo nervoso è giunto al termine di un mese a dir poco stressante e ne avrei fatto volentieri a meno. Ma siccome non c’è un male che non sia un bene (almeno così si dice) ho tentato di mettere a frutto queste giornate di riposo forzato provando a mettere un po’ d’ordine nella mia testaccia.

Tanto per cominciare, ho riesumato i vecchi diari personali che tenevo sepolti in un cassetto e li ho riletti. TUTTI. Durante la lettura ho sospirato un po’ e mi è scesa pure qualche lacrimuccia, poi però ho provato l’irrefrenabile istinto di distruggerli. Ma siccome in alcune pagine davo prova di una lucidità che forse non ho nemmeno oggi, malgrado ora io sia ben più vecchia e navigata, ho deciso di strappare qualche pagina e tenermela… mai si sa che in futuro mi giovi poter fare affidamento sulla persona che ero. E poi qui e lì avevo messo nero su bianco delle verità inconfutabili – giusto per averle sempre ben chiare – tipo “il mondo è pieno di donne che piangono e di stronzi che ridono”, così come dei testi che desidero mi accompagnino sempre (ho tenuto per esempio una poesia di Borges, El remordimiento, che reputo un memento da conservare), ragion per cui mi sembrava brutto buttare via proprio tutto.

Dopo aver letto pagine e pagine di lacrime e confessioni da zerbino maltrattato mi sono distesa e ho pensato (è evidente che molti dei miei problemi derivano dall’incapacità di spegnere il cervello). Innanzitutto ho pensato che tutti quegli anni passati a disperarmi erano in realtà ricchi di persone ed avvenimenti interessantissimi, che avrei potuto godermeli molto di più e che sicuramente oggi sarei più serena se avessi scelto quella strada invece di tenere lo sguardo basso, fisso sul marciapiede. Poi ho pensato che però – siccome per l’appunto non c’è un male che non sia un bene – tutto quel tempo passato con me stessa, ostaggio dei miei pensieri ossessivi e delle mie paturnie, mi ha resa una persona a)capace di stare sola senza problemi e b)capace di osservare le piccole cose e trarne benessere. Certo, mi ha anche resa un tantino ipersensibile, e non sono sicura che questo sia un bene, ma d’altra parte se questo è il prezzo da pagare per sentirmi al 100% umana, allora va bene così. Infine ho pensato – già prossima alle braccia di Morfeo – che se c’è qualcosa che devo imparare da sei anni di piagnistei è che è inutile farsi tante seghe mentali, il tempo passa e con il tempo passa anche tutto il resto, bello o brutto che sia. Il peccato – l’unico peccato – è lasciare che passi senza viverlo.

E poi mi sono addormentata.

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4 thoughts on “Ero anche più giovane di adesso.

  1. Mi sono chiesta, te lo giuro, se stessi leggendo qualcosa che ho scritto io. Da una parte mi conforta avere accesso a pensieri così intimi che mi aiutano a non farmi sentire totalmente aliena in questo mondo (specie ultimamente visto che la maggior parte dei miei “amici” sta diventando un puntino indistinguibile all’orizzonte), dall’altra parte mi si stringe il cuore a sapere che c’è una persona che sta soffrendo come me (gli attacchi di panico sono terribili). Non so bene cosa dire a me stessa più, né mi ritengo chissà che esperta per darti consiglio, anche perché mi sembri “sgaja” abbastanza per districarti da quelle tele con le tue forze, ma sappi che c’è qualcuno -neanche tanto lontano poi!- che fa il tifo per te e per tutte le persone “troppo” (?) sensibili che cercano di stare bene.
    Un abbraccio!

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    • Cara Ally! Il mondo virtuale è un mare, ed è stupendo pensare che ogni tanto in questo mare ci si trova :). Ti abbraccio e ti ringrazio per le tue belle parole, e mi raccomando anche tu, testa alta e avanti tutta!!! A volte siamo noi l’ostacolo, questo è quello che mi sono detta l’altro giorno. Sarà vero? Speriamo che queste giornate di calma e riflessione servano affinché questo brutto episodio non si ripeta più. Prima o poi forse ci incontreremo, chi lo sa.. farò un giro per il parco di San Giovanni! Chissà se ti riconoscerei? 🙂 Per il momento è bello leggersi così, tu mi raccomando continua a scrivere della nostra bella Trieste e ricordati che anche io faccio il tifo per te, da poco lontano.

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      • Queste giornate sono un po’ difficili, e non è che posso sempre dare la colpa al tempo uggioso!
        Ti dò un indizio per riconoscermi casomai: ho una macchina fotografica rosa confettino. XD
        A presto qui sul blog e magari un domani chissà… .

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