La pioggia come fa.

Ieri sera in poco tempo su Trieste si sono raccolti cumuli di nubi grigie e minacciose.

Mi sono fermata a fotografare (ahimè con il cellulare, non avendo altro a disposizione) lo spettacolo che si stava preparando sul golfo, con il bianco castello asburgico che svettava candido sullo sfondo scuro. In giornate così non è difficile immaginare la vita nascosta nelle sale di Miramare, il ticchiettìo della pioggia sulle ampie finestre e dentro, nelle stanze deserte, solo un ovattato silenzio, immobile nella tempesta.

szandri rain over the sea

Ho comunque atteso troppo per rimontare in sella e dirigermi verso casa, così la pioggia ed il vento mi hanno investita in pieno mentre rientravo.

Però che profumi, nell’aria umida e fredda della sera! Che profumi eterni, fermi nell’acquazzone come rocce nel tempo che scorre. Ieri l’acqua si infrangeva a terra in grosse gocce tonde e scendeva in rivoli scuri al lato dei marciapiedi, lavando via la patina sporca della città, liberando odori nascosti e con loro vecchi ricordi. Tic tic, tic tic. La pioggia come fa? Sempre uguale. Tic tic. Mi schiaffeggiava mentre sfrecciavo verso casa, ma io in qualche modo non ero più lì, né in quel momento.

szandri in the fjordsPioggia e sole, pioggia e vento sui fiordi profondi e sulle cime ricoperte di neve. Il ticchettio ritmato fuori dalla finestra scandisce i lunghi pomeriggi di studio, con una tazza calda a fianco e la luce sempre accesa nella stanza, ad illuminare la fioca primavera norvegese.

szandri meets iceGocce rapprese nel freddo della notte  vanno ad ingrossare immense lingue di ghiaccio blu, che calandosi dai monti feriscono la roccia. Secoli di depositi, strati algidi con tutte le sfumature del mondo, laghi morenici di un verde brillante.

szandri and waterNubi e sole, nubi e pioggia ad accompagnare la luce che avanza prepotente verso l’estate e che non ci lascia dormire la notte. Dopo ogni acquazzone l’aria è pulita, il cielo è più azzurro, i laghi risplendono come smeraldi, orlati di nubi e montagne.

szandri at sunsetLampi e tuoni, acqua a catinelle. Dopo ogni sfuriata il cielo si placa e si apre per accogliere i toni aranciati del sole. Saliamo veloci per sentieri bagnati, fino alle radure da cui con lo sguardo si abbraccia lo spettacolo maestoso dei monti, separati da profonde crepe scure lunghe chilometri, liquide e fredde.

szandri tramonto

Anche ieri il cielo si è aperto, proprio al termine della mia corsa. Ho parcheggiato davanti a casa nel momento in cui l’orizzonte si tingeva di rosso fuoco. Sono entrata, in silenzio, e mi sono goduta nella penombra quegli attimi sospesi a metà tra il passato ed il presente. Come fa? La pioggia come fa.

Poi è sceso il buio, ed ho acceso la luce.

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