Uno.

Da bambina mi piacevano i tuoi occhi grandi e buoni. Avevi la pelle bianca bianca e le labbra rosse rosse, le lentiggini sul naso e i capelli chiari. Hai ancora le lentiggini, ma la pelle si è scurita al sole e sul tuo viso è comparsa qualche ruga.

Ho sempre un po’ paura ad esternare i sentimenti belli. Mi riesce decisamente più facile dare spazio alla malinconia, ai ricordi, alle sfumature ombrose. Perciò raramente mi ritaglio uno spazio per scrivere della felicità, e quando lo faccio ne parlo sempre sottovoce, perché mi sembra fragile e ho paura di danneggiarla.

Oggi perciò dico solo che ci sono luoghi, fisici o interiori, il cui paesaggio non mi stanca, nonostante io li conosca quasi a memoria. Eppure c’è sempre qualcosa di nuovo, in quel quadro che sembra immobile e che invece si muove.

Sono luoghi in cui mi sento a casa: le radici salde, linfa che scorre, le fronde libere di muoversi al vento.

szandri - uno

Ecco, tu sei uno di quei luoghi.

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