La lista della spesa.

Come vola il tempo. Già il 2 di Gennaio, già un nuovo anno.

Ho passato i primi giorni di festa tappata in casa con la testa che scoppiava e 38,5 di febbre. Poi per fortuna la febbre se n’é andata, lasciandomi per un po’ in uno stato di rincretinimento tutto sommato abbastanza piacevole ed infine in uno stato di panico misto a smarrimento di fronte all’imminenza del Capodanno.

“Che cosa fai a Capodanno?”. Ma perché a Capodanno bisogna per forza fare qualcosa di speciale? Me lo sono chiesta spesso. Tutte queste aspettative, tutta questa attesa per una serata come tante altre, vestita svogliatamente a festa. I Capodanni migliori li ho passati in un eremo tra i monti, aspettando la mezzanotte a lume di candela e scivolando nel letto tiepido il più presto possibile. Quest’anno invece le cose sono andate diversamente; quel giorno lavoravo e così abbiamo trascorso la sera del 31 a tavola con amici che non vedevamo da tempo e le prime ore del 2017 a smaltire la cena in un locale improbabile che non frequentavo da almeno cinque anni, circondati da drag queen di dubbio gusto e con in mano dei drink-bomba che mi avrebbero fatta impallidire già ai tempi dell’alcolicissimo Erasmus. Suona male? Invece è stata proprio una bella serata!

Come tutti, non ho idea di che cosa ci riservi questo nuovo anno. Una volta a Natale mi regalavo un’agenda e facevo una lista di buoni propositi, che puntualmente disattendevo in maniera più o meno plateale. Ma mi piaceva l’idea del “nuovo incipit”; credo sia un po’ come la storia della dieta il cui inizio è fissato sempre di lunedì, per non cominciare mai veramente. E insomma niente, l’anno scorso non ho fatto liste, e quest’anno non ho comprato nemmeno l’agenda. Eppure qualcosa è cambiato.

Il 2016 è stato un anno introspettivo. Ho imparato almeno un po’ ad avvicinarmi “al mio centro”, ho iniziato a comprendere in parte i meccanismi perversi che  governano il mio cervello, mi sono misurata con alcune delle mie paure più profonde, ho capito che ci sono cose a cui tengo veramente, ho ridimensionato certi capitoli del passato. Ho iniziato a volermi bene ed a giudicare di meno (diciamo che ci sto lavorando, sono pur sempre una ranzida di prim’ordine).

Ma per quanto mi sembri di aver fatto un bel po’ di strada, so di doverne fare ancora tanta prima di raggiungere (o almeno avvicinare) l’equilibrio che desidero: spero di riuscire a percorrerla nei mesi che verranno. Guardo al futuro con molta apprensione, ma anche con speranza, e forse è questo il seme più importante che ho piantato nel 2016 e che desidero curare più di ogni altra cosa. Vorrei imparare ad essere più ottimista, o se proprio non vogliamo esagerare con le aspettative.. almeno a non essere disfattista.

Auguri di cuore a chiunque è passato di qui in questi mesi e mi ha fatto compagnia in questo viaggio “virtuale”.. che sia un anno pieno di belle emozioni, di parole da condividere e speriamo condito anche di buone notizie (aiutiamolo, questo timido ottimismo)!

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14 thoughts on “La lista della spesa.

  1. Ti rinnovo anche qui gli auguri. 💕
    Anch’io prima di Natale in compagnia di vari malanni che non se ne vogliono andare.
    Ho ancora l’agenda dell’anno scorso semi intonsa, quindi per il 2017 ne farò a meno, ma proverò a tenere una sorta di diario fotografico, un’immagine rappresentativa per ogni singola giornata.
    Quanto a diventare meno “ranzida”, ne ho di strada da fare! 😉

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  2. Stessa cosa, malanni vari, tosse, influenza. E poi, Sandri, condivido ogni tua parola, dall’agenda, alla vecchia abitudine di far propositi e progetti puntualmente disattesi. Non so cosa riserverà questo nuovo anno, guardo ai giorni che verranno con apprensione e un bagliore di speranza, alla ricerca di sicurezza verso me stessa. Ti abbraccio ❤

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  3. Capodanno? Basta stare in compagnia di persone con cui si sta bene e la notte scivola leggera.
    Dunque nessun buon proposito. Prendi quello che viene. Speriamo che sia di tuo gradimento.

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  4. Tanti auguri Szandri! Pensa che leggendo il tuo post ho letto: “Vorrei IMPANARE ad essere più ottimista”… Dire che ti auguro un sacco di ottimismo impanato, fritto e molto croccante! 🙂 E magari se torni a rivedere la Nuova Zelanda, fattela una passeggiata quaggiù! :*

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    • Lapsus freudiani! 😁 Peró ottimismo impanato e croccante suona molto bene. La Nuova Zelanda ah, fosse più vicina.. ma magari sull’Australia faró un pensierino, pensa che una mia cara amica si sta preparando al trasferimento e le ho anche segnalato il tuo blog. Prima o poi dovró pure marcar visita!!! Auguri Virginia 🙂 di cuore.

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