Passeggiata mattutina.

Fuori è scuro, il cielo è gonfio di pioggia.

Il traffico si snoda come un esercito di lucciole sulle strade scivolose. Stranamente però tutto è abbastanza tranquillo e scorrevole, forse perché stamattina sono uscita prima del solito. Per una ritardataria cronica come me, la cosa ha dell’incredibile.

Parcheggio, prendo l’ombrello e mi dirigo verso l’ufficio. Ho un po’ di tempo; cammino veloce, ma non tanto da non riuscire a bearmi delle piccole vedute che si aprono di scorcio agli angoli delle strade.

La città è intorpidita dal sonno, sembra quasi stiracchiarsi pigra verso il mare.

Il teatro romano è ancora illuminato dai lampioni; la luce gialla delle lampadine contrasta fastidiosamente con il grigio plumbeo delle nuvole. Due gabbiani volano piano disegnando grandi cerchi nel cielo, tra le case arroccate sul lato del colle e le rovine.

Il Borgo Teresiano di fronte a me è un intreccio ordinato di strade. Ogni linea si allunga fino a toccare i bordi del ripido pendio che porta al Carso, sui fianchi del quale si arricciano i cumuli scuri portati dal vento. Ad ogni intersezione guardo a sinistra, verso il mare, dove le vie sembrano silenziosamente andare a morire.

Gli ornamenti natalizi ancorati a piani alti dei palazzi, residui grigi delle feste, ondeggiano piano. Mi fermerei per fotografare i mosaici di San Spiridione incorniciati in una stella spenta, ma comincia ad essere tardi ed allungo il passo.

Il cielo è più luminoso adesso, le nuvole si rincorrono alte e le guardo riflettersi distratte nell’acqua scura del canale di Ponterosso. Dopo giorni di freddo intenso, oggi l’aria è tiepida e satura di umidità; non ha neanche senso aprire l’ombrello perché non sta davvero piovendo, la città sembra essere sotto il tiro di un nebulizzatore.

Nonostante il grigiume, fuori da una piccola caffetteria siedono diverse persone. Si sente un chiacchiericcio vivace e passando colgo qualche parola, una risata. All’interno il locale è illuminato, la porta a vetri si apre e vedo qualcuno uscire reggendo un vassoio con due capi in B. Pian piano il centro si risveglia.

Mi specchio nella vetrina solo per constatare che i miei capelli si sono trasformati in un ammasso disordinato e crespo; per fortuna ho con me un elastico che mi restituirà un aspetto presentabile per il resto della giornata. Accelero.

Oggi incredibilmente arrivo puntuale.

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15 thoughts on “Passeggiata mattutina.

  1. Ho passeggiato virtualmente con te. Forse oggi riuscirò a mettere il naso fuori dalla porta anch’io, pioggia o nebbia non importa, basta prendere un po’ d’aria.
    Se non lo fossi già, m’innamorerei di Trieste leggendola attraverso le tue parole. Ho sorriso vedendo nella mia mente i luoghi che hai nominato e descritto. Ti vengono proprio bene questi post, mi piacciono assai! 😀

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    • Grazie per questo bellissimo commento, mi rende davvero felice sapere che ogni tanto riesco a far vedere a qualcuno ciò che vedo. Ti abbraccio e sì, cerca di uscire almeno un po’ oggi… non fa freddo. Certo è grigio, ma per chi ha occhi la città riserva comunque dei quadretti pieni di meraviglia.

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  2. ogni tanto ci vuole una sveglia mattutina per osservare la città che si desta. Se non avesti fatto questo, non avresti scritto il post. Dovresti alzarti più spesso presto alla mattina.

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